Questionario

Eh già, mi tocca.

Per un progetto a cui sto (stiamo, io e due amici/colleghi di master) lavorando, mi servirebbe una tua mano.

Il sondaggio non è molto lungo, ma ti avviso che ci vogliono circa 10 minuti per completarlo (a meno che non metti crocette ovunque, senza alcun criterio).

E’ rivolto esclusivamente a UOMINI, fra i 25 e i 44 anni, che usano abitualmente (almeno una volta a settimana) un profumo.

Ci sono molte cose da rivedere e non è sicuramente un sondaggio strutturato secondo i sacri crismi, ma mi piace pensare che più fa schifo oggi, più sarà il margine di miglioramento per il prossimo :)

Ho scommesso con alcuni amici che riuscivo a raccogliere almeno 30 risposte; non farmi fare una figuraccia!

Ovviamente, se oggi è la giornata in cui ti senti particolarmente generoso (a parte il fatto che sia domenica) e vuoi coinvolgere amici di facebook, friendfeed, o altri social network, non posso impedirtelo ;)

Clicca QUI per iniziare il questionario.

Grazie anticipatamente,

Vitz

Il succo della vita

C’è una sala, nel piano seminterrato dell’edificio che ospita l’Accademia di comunicazione. Non è l’unica, ma è la preferita da tutti, me compreso, perché ci sono le mitiche vending machine: quei carri armati verticali che contengono acqua, biscotti, dolci, patatine, taralli, tramezzini e quant’altro.

Qualche giorno fa, mi era venuta voglia di bere acqua. Di solito riesco a controllare i miei vizi, ma in quel momento era più forte di me; ho dovuto cedere. Sfortunatamente il carro armato non dava cenni di vita e così ho dovuto ripiegare su qualche altro prodotto.

C’è un solo succo di frutta che letteralmente adoro: quello ACE. E, guarda la coincidenza, era l’unico prodotto che la macchina da guerra mi dava disponibile (non che ci fosse solo quello, ma gli altri non avevo la possibilità di sceglierli).

Così, al modico prezzo di 80cent ho potuto bagnarmi leggermente le labbra con ben 25 ghiottissimi cl di succo di frutta Batik. Meraviglioso.

Se non ché, vuoi per deformazione (ancora non) professionale, vuoi per coincidenza, vuoi perché quel grande uomo di nome Franco Santini che ho la fortuna di avere come docente mi spinge sempre ad essere curioso, vuoi perché non ero interessato dai titoli del quotidiano free press sul tavolo, ho deciso di leggere l’etichetta.

15% arancia

15% succo d’uva

1% carota

1% limone

Ma come, 15% succo d’uva? A me l’uva nemmeno piace!

1) Carissima San Benedetto, se pago 80cent per bere un po’ di arancia, carota e limone diluiti nell’acqua che tu stessa commercializzi, ti prego, mettimici un po’ più di limone e carota.

2) Caro Claudio as Vitzbank, la percezione che hai delle cose che ti circondano (e che mangi, tocchi, vedi, annusi, senti…) può spesso ingannarti. E il succo d’uva non è poi così male.

Jan Vormann e la brum del mmm

Se la macchina del capo ha un buco nella gomma, sappiamo tutti bene che la ripariamo con il (o la) chewing-gum. E dovremmo ringraziare Francesco Salvi per questa illuminazione [scusa per il link].

Non credo Jan Vormann sia partito da questa canzone per partorire la sua peculiare e coloratissima idea di “dispatchwork” e l’utilizzo della plastica per rattoppare i muri delle città; ma il  pensiero è clamorosamente similabile :)

Uno dei suoi primi interventi è visibile a Bocchignano, un piccolo comune vicino Roma.

Qualche giorno fa, invece, ha deciso di sistemare i muri di Berlino (muri che il II° conflitto mondiale aveva reso simil groviera) utilizzando dei lego. Chissà cosa ne penserebbe Sgarbi di questo oltraggio al decoro artistico! E chissà cosa accadrbbe a tutti quei genitori e figli vandali che han deciso di aiutarlo nell’impresa.

Ah, la relatività della creatività :)

A me piace da impazzire questa idea, ecco. Anche perché qualsiasi applicazione delle lego ha una sua ragione d’essere :)

Cosa ne pensi?

PS: chiedo scusa per l’impaginazione ma sono in aula, ho la batteria scarica e dovrei seguire statistica.

Vota Antonio vota Antonio vota Antonio (forse è spam, forse no)

Avrei voluto parlare di Wolfram (non ci metto nemmeno il link, ecco), ma mi preme di più portarti a conoscenza di un concorso a cui hanno partecipato due ragazzi dell’hdemia presso cui frequento il master da qualche mese.

Il contest si chiama You Tube Cannes Young Lions e consiste nell’ideazione di un video, coerente ad un brief rimasto 48 ore online;  il tempo per pensare al filmato, registrarlo e postarlo sul sito. Ah, si è chiuso due giorni fa.

Saranno due i vincitori scelti in ordine al numero delle visualizzazioni, delle votazioni positive e della creatività, allo scadere di due settimane di pura competizione virale (eh, lo so; questa parola non si riesce proprio ad eludere).

Detto ciò, mi sembra alquanto pleonastico sottolineare il motivo di questo mio post [il quale non mi darà diritto a rimborsi o finanziamenti di alcun tipo; sempre meglio specificare :) ].

Il brief lo puoi leggere cliccando qui.

Questo il video degli amici di Accademia.

Se ti piace, condividi il filmato e fallo votare.

Allora, vuoi che siano sempre i soliti a vincere?

PS: [anticipazione] Wolfram non è un competitor di google

Ciao Napoleone, ciao

“Cantare una canzone, per non dimenticarti più”.

Così, domani canterò una canzone triste. Ho perso il cavetto che collega mp3 e pc, e son costretto ad andar giù di fantasia, ogni mattina. Non è una pratica che disdegno, ma domani sarà difficile.

Sarà difficile non ricordare la notte di un anno fa.

Sarà dura andare al master, far finta di essere allegri, normali, come se nulla fosse accaduto; riuscirci.

La differenza può essere invisibile agli occhi, ma ciò che logora agisce da dentro.

Una lotta intestina, fra il ricordo e lo sguardo sempre proteso al meglio che si possa raggiungere guardando in avanti.

Muore Napoleone, il 5 maggio di tanti anni fa. Ed io piango quel giorno, che ha cambiato parte della mia vita e non solo mia.

E porterò pazienza domani, quando riuscirò a sorridere. Avrò cura di essere lontano dagli altri, quando dovrò piangere.

Sarò accorto, ché non si capisca che c’è qualcosa che va oltre le teorie di marketing, oltre il denaro, oltre il lavoro, oltre la politica.

E se la presentazione dovesse andar male, porterò pazienza ancora. Come ne ho adesso, che mi faccio compagnia con del whisky, qualche sigaretta, decine di tabs aperte, fogli sparsi sul tavolo e slides da compilare. Con una sola unica voglia.

Quella di cantare con due amici delle passate stagioni e di quel numero di telefono che non riesco a cancellare.

Punto 1

-Il consumatore non si studia. Il consumatore si conosce (leggi: si prova a conoscerlo).

PS: proverò a raccogliere degli spunti di riflessione che partorisco durante le ore di lezione in Accademia. Il tempo non è molto, ma ci provo.

V

Valentina dorme (e pure Francavilla)

Lo so, non ci sono giustificazioni per la mia prolungata assenza da questi schermi.

Intile dire che il master mi assorbe molto tempo e non sono ancora riuscito a capire come si fa a dormire più di 5 ore a notte a Milano. Imparerò.

Son tornato a Francavilla per quache giorno di riposo (nel senso che recupero qui le ore che perdo a Milano) e, con sommo satupore, scopro che nel mio piccolo-grande paese suonano questa sera i Valentina Dorme.

Non mi piace parlare dei gruppi musicali; non sono in grado di classificare la maggior parte delle band esistenti. Posso dire che cantano in italiano, ecco, quello si. Li reputo bravi e credo valga la pena ascoltare i loro album.

Se vuoi venirci, questo è il link all’evento su facebook per avere utleriori informazioni (oppure inviami una mail).

Qui ci metto uno dei miei pezzi preferiti.

Ovviamente suonano al chiuso, perché è noto che in questo periodo in Puglia c’è un vento siberiano che imbalsama i baccalà. Ma non preoccuparti, c’è posto per ben un centinaio di persone. Alla grande! Qui si organizzano per benino gli eventi, mica bau bau micio micio. E dire che io personalmente conosco almeno un centinaio di giovanotti che ci verranno (annamobbene annamo).

Dopotutto, se provi a fare qualcosa di diverso dalla proposta propinata dai soliti bar ti relegano in un circoletto arci; ché fuori non puoi far casino dopo una certa ora. Proprio due giorni fa, in un ristorante ho visto entrare una famiglia con due bambini piccoli; erano circa le 23,30. Era da poco finita la messa del giovedì santo e tradizione vuole che si faccia il giro delle chiese (sempre dispari) per visitare i sepolcri rappresentati negli edifici di culto. Genitori e figli non avranno fatto a tempo a cenare prima della messa e così han deciso di prendere una bella pizza prima di mezzanotte.

Già, per Gesù e la Madonna si può far tardi e la fanfara non turba gli animi dei cittadini. Ma non osare fare qualcosa di più divertente o ludico; non pensarci nemmeno. Stupido ribelle comunista o anarchico, giovane senza valori che pensa solo a divertirsi.

Questo è un paese per vecchi?

Ma no.

Questo è lo sputacchiere per i vecchi. O il cantro, come detto da un mio amico qualche giorno fa. Tanto di acqua, qui sotto, ce n’è a sufficenza (quasi tutta Francavilla è costruita sull’acqua). Cerca la catenella e vinci un viaggio per un posto migliore.

A presto.

PS: so bene che la mia è una critica e non delle più costruttive. So bene che le cose non cambieranno scrivendone. So bene che chi ha organizzato la serata è semplicemente da ringraziare ed ammirare; e infatti non do a lui alcuna colpa, bensì mi auguro che vada semper ad majora. So altrettanto bene che su questo campo bianco di pixel io posso scrivere ciò che mi pare e che il mio disgusto deve pur trovare il suo sfogo.

PPS: vado di fretta, approfondirò alcuni temi al più presto

Follow your instinct

Samsung ti rende protagonista di una storia interattiva, fra i video di YouTube.

Via ninjamarketing.

CoolClub – Il numero di marzo e un mio piccolo contributo

Mi è giunto ieri un messaggio su facebook

“sei nelle prime pagine del nuovo coolclub! dai, sei un po’ contento?”

La risposta è, naturalmente, si.

Un grazie a Mmo, autore del messaggio di cui sopra e colui che mi ha fatto conoscere la CoolClub e spinto a scrivere il pezzo.

L’articolo parla di Raffaello Setten, di cui mi ero già occupato tempo fa. Vale la pena scaricare il pdf per intero (o cercare la copia cartacea distribuita gratuitamente in parte della Puglia), se non per leggere il mio contributo, per dare un’occhiata a ciò che accade nel Salento e non solo.

Buona lettura, a presto.

PS: il messaggio ricevuto su Facebook termina così: “hai lasciato un po’ di sperma qui prima di andartene.” Speriamo sia un seme buono :)

Auguri Dr_who

Compie oggi 2 anni il blog Dr_who, unconventional marketing approach.

E mi va di spenderci qualche parola in più rispetto al semplice titolo.

Qualche tempo fa sono stato arruolato da Dr_who tramite il gruppo facebook per la realizzazione di un video. Non un video come tanti altri, ma un video che avrebbe riassunto il pensiero, l’approccio di Dr_who.

L’idea era quella di lasciar libero sfogo (partendo da un’idea comune di realizzazione) all’inventiva dei blogger che, come me, hanno deciso di partecipare a questo esperimento a distanza. Preso un testo scritto da Camillo (aka Dr_who) ci siamo divisi le frasi da narrare in video e abbiamo iniziato a lavorarci su, senza consultarci più di tanto per non influenzare le idee di chi partecipava.

Il termine di scadenza era fissato per il 10 febbraio (solo una persona non ha rispettato il termine. Ehm, ero io), giorno in cui tutto il materiale è stato passato a Dr_who che si è occupato del montaggio video e audio. La colonna sonora è di un gruppo di Chicago, gli Strive, i quali hano contattato direttamente Dr_who su youtube per concedergli i diritti necessari ad utilizzare la canzone “Fire” per il video in questione.

Solo ieri notte, su skype, ho saputo del perché di quella data :) Ed è stato un piacere stare in compagnia di Camillo mentre il lavoro veniva caricato su YT.

L’opportunità di potersi esprimere è insita nel web 2.0 e nelle pratiche user generated, ma il poter entrare in contatto con altre persone, mai conosciute di persona, ma con i quali si condivide un percorso, un’idea, un progetto, va ben oltre. La stessa sensazione che ho provato quando, alcuni mesi fa, partecipai al primo 24hrsCamp, con Dr_who e  Zhaul del geckoviola (ma anche Verox e Vugan) e tante altre persone di cui non ho mai saputo l’altezza, ma con le quali ho condiviso delle emozioni; quelle indescrivibili scariche che ti portano a sorridere, ad entusiasmarti senza alcun motivo apparente, solo davanti ad un monitor.

Ho iniziato a leggere Dr_who che avevo appena deciso l’argomento della mia tesi e il Crazy Marketing Network non esisteva ancora, ma c’era un gruppo su Neurona (Nu_marketing, con Alex Bdalic, che un dio lo abbia in gloria), quella che ora si chiama Xing.

Solo due anni, eppure tanti cambiamenti sono accorsi. Penso alla crescita esponenziale di Facebook (quando mi ero iscritto c’erano 4 gatti,fra cui mi piace ricordare Roberto, che mi invitò) a Twitter e Friendfeed. Penso alla consapevolezza, almeno per gli “addetti ai lavori”, della necessità di un approccio aziendale incentrato sulla conversazione. Alla necessità di accettare la perdita di controllo di parte di quella conversazione. Alla consapevolezza che il passaparola non è un vettore che porta dal punto A al punto B perché in partenza qualcuno ha deciso che dovesse andare così.

Penso alle 91 tesi di Gianluca Diegoli e Impresa 4.0 di Marco Camisani Calzolari.

In realtà, penso fin troppo. E uno degli errori che si commettono giornalmente in un settore del quale non faccio parte, ma nel quale vorrei entrare e farò in modo di entrarci (attention!), è quello di lamentarsi e allo stesso tempo consolarsi vicendevolmente per via di quella particolare azienda, quel cliente che *non comprende* i cambiamenti accorsi e la necessità di rivalutare la metodologia di comunicazione aziendale.

Ebbene, una delle prime regole che si dovrebbero adottare quando si ha a che fare con la comunicazione, in ogni ambito, è che la giusta ricezione del messaggio dipende da chi lo produce e dal canale utilizzato. Credo che uno dei compiti più ardui dell’uomo di marketing (in senso lato) di questi annni, sarà poco dissimile da quello dei Testimoni di Geova che, casa per casa, vanno a far ascoltare la loro *buona novella*, ricevendo spesso insulti e porte sbattute sul muso.

Eppure, io qualcuno l’ho ascoltato.

Se non altro per cuiriosità; quella curiosità in cui, per dirla con Dr_who, “I believe in”.

Il testo del Dr_who pensiero

I am dr who
what you’re looking at is my desktop
I used to surf the net for personal challenge
not anymore
taking care of my blog needs much time
I do it at night
and during the weekend
my mind is always online
my being is always connected
you need no social network or web 2.0
just to be curious
just a liquid thought
based on the “Pensiero Meridiano” (meridian thinking) (thought)
I believe in diversity
I believe in enhancement of traditions
I believe in plurality of voices
I believe in relativism
I believe in relations
I’m dr_who

Personalmente devo ringraziare Marcov e Pepster che mi hanno aiutato nella realizzazione. E poi sventolo la manina dalla Puglia agli altri user generated: Andrea Molinaro di Makakoadv, Simone Risola di Spumone, Nicola Olivieri e Lele Fioroni di Geckoviola (link sopra).

Fai gli auguri a Dr_who condividendo il video sugli altri social network.

PS: il post è stracolmo di link, perché ho citato quasi tutte le persone che seguo nel web :) Se ci sono degli errori dimmelo che rettifico al più presto.

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