The google story

Un semplice video che riassume la storia di google.

Nessun commento in merito 🙂

Sulla domanda finale si potrebbe scrivere un libro, invece.

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The man who walked around the world

Credo di aver capito cosa voglio fare da grande.

Oddio, un’idea ce l’avevo già da prima, deo gratias, ma ci sono quei momenti di riflessione che non dimentichi, a dispetto degli altri più interessanti, a cui hai dato poco peso e poi non riesci a tirar fuori dalla memoria volatile del cervello.

Questo video mi è stato illuminante e ringrazio pubblicamente (questa è la mia piazza, il mio bar in cui siete tutti benvenuti) Zio Spencer e Pasquale per avermelo segnalato.

Ci starebbe anche un “you’ll never walk alone”.

Averne 28 e vivere bene

Inanzitutto, auguri.

Avere 28 anni non è semplice. Sei un po’ grande, ancora giovanotto, stai invecchiando, hai tutta una vita davanti, sei prossimo ai 30, avessi la tua età, puoi sempre cambiare vita, stai crescendo, beato te che puoi ancora divertirti, è l’ora di mettere su famiglia, non c’è nessuno che ti obbliga a rimanere qui, cerca un posto sicuro, puoi stare ancora con gli amici in casa, dovresti pensare a una donna con cui vivere.

Sei un coglione, ma puoi ancora permettertelo.

Vai in giro con gli amici e stai con loro fino a tardi.

Dormi poco, pensa che il tempo che perdi a dormire non te lo dà indietro nessuno.

Riposati, ché domani potrebbe essere una giornata faticosa.

Ma si, che te frega, domani è un altro giorno. Bevi.

Non essere turbato dall’assenza dei tuoi migliori amici, alcuni ci saranno sempre, altri spariranno.

Ricorda: nella vita sono molti di più i conoscenti degli amici. Fattene una ragione e ama i conoscenti più dei tuoi stessi amici. Forse ti hanno dato molto di più di quanto tu abbia dato loro.

Guarda il mondo da un punto di vista diverso. Guarda il mondo come se avessi 3 anni. Ti farà sentire un bambino. Ti renderai conto che non lo sei più. Godi di questo.

Sii critico, sii polemico e apri la bocca per spostare l’aria intorno. Parla male di tutto e tutti. Credi nel relativismo: non ha senso esprimere opinioni, né giudizi.

Sii calmo, lascia che la maggior parte degli eventi scivolino sulla tua schiena. Osserva l’inquietudine degli altri e sorridi fiero della tua serenità. Non sei una persona migliore, sei semplicemente uno che se ne fotte.

Guarda tutte le donne belle che ti passano accanto. Guardale anche se sei in dolce compagnia. Loro son più discrete di te, quando guardano dritto all’altezza della cinta. Ma tu puoi sempre fottertene.

Pensa ai tuoi anni passati. Ridi. Piangi. Fai un po’ quel che ti pare, ma non essere statuariamente nostalgico. Ti servirà quanto quel giocattolino che conservi dalle scuole elementari.

Porta gli amici nel tuo piccolo mondo e non dimenticare che forse potrebbero non capirti. Ovviamente, fottitene. Va bene così, capita anche a te.

Non dimenticarti che ogni tanto devi farla qualche telefonata. C’è sempre qualcuno che vorrebbe sentire la tua voce. Nel 90% dei casi è la persona sbagliata a cui telefoni.

Rispondi a chi ti telefona, anche se non hai niente da dire, anche se non vuoi sentirlo/a. Scherzo.

Abbi molta pazienza, sempre.

Non lamentarti di ciò che hai mangiato, se non sei stato tu a cucinare. Lamentati di te stesso, avresti potuto alzare quele chiappe dalla sedia e dare una mano.

Non lamentarti se a casa non c’è un cazzo da mangiare: le buste della spesa (i sacchetti milanesi) non hanno ancora imparato il tuo numero civico e Apu non le avrebbe fatte entrare nemmeno con la “dedica”.

Apri una birra, ora. Brinda a te. Hai ancora 27 anni e sei fresco come una rosa.

Sorridi mentre scrivi tante cazzate. Sorridi quando le cazzate le dici in posti e momenti poco consoni. Sei un coglione. Sii fiero di te stesso, tante persone non lo ammetterebbero.

Ridi di te. Non dimenticare che c’è sempre tempo per essere seri. Tanto. Troppo.

Leggi un libro. Uno ogni tanto. Non stare sempre davanti al pc. Ti viene la gobba, e le occhiaie non puoi photoshopparle. Saresti più figo se raccontassi di essere andato a correre nei parchi.

Vai a correre nei parchi.

Prova sempre a cambiare qualcosa. Fregatene della coerenza con i tuoi ideali, valori, bla bla bla… Ti stuferesti anche tu di una persona che non sa stupirti.

Non cercare la stabilità. Non l’hai mai voluta. E’ solo la paura di rimanere col culo per terra che ti spinge ad accettare tutto.

Fuma. Ti piace? Allora fuma.

Sottoponiti a periodi di stress. Ne uscirai più forte.

Non aver paura di fallire. Sei già un fallito.

Un fallito è sempre affascinante. La gente lo osserva e spera “forse questa volta ce la farà”. La gente tifa per te.

Non provare a capire le donne. Non provare a capire la gente. Non provare a capire gli amici. Non provare a capire tua madre.

Accetta le persone per come sono. Se necessario, mandale a cagare. Anche se vivessi da solo il sangue continuerebbe a pulsare. Fattene una ragione. La biologia è la più alta espressione del cinismo. No. Forse la chimica è peggio.

Non farti intortare da chi esalta le tue capacità. Son modi di dire. Pensa sempre di non essere nessuno. Se le cose andranno bene sarai mille volte più contento. Dovessero andare male, be’, potevi aspettartelo.

Non pensare a chi leggerà le righe che butterai in giro per il mondo, fra quaderni, muri, pagine web. Pensa piuttosto che domani dovrai festeggiare con qualcuno e che fra una settimana dovrai presentare un lavoro. Pensaci domani.

Quando ti chiameranno per farti gli auguri sii sempre disponibile. Ringrazia tutti. Ascoltali. Rassicurali. Stai bene.

Tieni a mente che questa non è una festa. Chi dovrebbe festeggiare è a km di distanza da te. Quel giorno tu non riuscivi nemmeno a tenerti in piedi. Di quel giorno non hai neppure un ricordo.

Ricorda che ciò che dai, rispetto a ciò che hai ricevuto in 28 anni, non sarai mai abbastanza.

Ricorda che sarai sempre in debito verso tua madre e fottitene dei debiti bancari. Prima o poi ci sarà un condono.

Apri gli occhi e pensa: mi piace quello che vedo?

Chiudi gli occhi.

Sorridi.

Puoi fare quel che ti pare. L’importante è sorridere. Un minuto in più. Finché non saranno rughe.

Auguri.

Sono un ragazzo fortunato?

Mi permetto di fare un bel copia-incolla dal blog di un mio amico e compaesano che sarà certamente dispiaciuto dal non poter leggere nulla di nuovo nel seguente post.

E’ di prossima uscita, per Lupo Editore/Coolibrì, il libro Sono un ragazzo fortunato – SURF. E’ un libro che ho scritto io. In Italia, si sa, il primo libro, come la prima candidatura, non si nega a nessuno: ma anche per il secondo e il terzo ci sono speranze per molti, specie se indossate dolcevita giallo canarino e avete la barba sfatta. A me, poi, che sono sempre cortese e gioviale, non si poteva negare proprio. Non ho pagato, ovvio: ma è altrettanto ovvio che altre case editrici erano pronte a pagare perché io smettessi di scrivere. E’ un libro, questo SURF, composto da quattro o cinque racconti (se non ricordo male c’è una ghost track come nei dischi grunge degli anni ’90), anche se inizialmente il manoscritto si chiamava Moby Dick, or The Whale: poi qualcuno mi ha fatto notare che non era il caso. Così ho scelto questi racconti scritti a quindici anni, circa tre anni fa – ora ne ho ventisette, e infatti è un libro sull’inutilità del tempo e sull’opportunità del contrattempo, specie quando sei in ritardo. E’ un libro che parla dei tempi che corrono e del tempo che occorre per imparare a usare i tempi verbali in italiano. E’ un libro breve, brevissimo, infatti dura quanto l’amore al primo appuntamento (se supera le 150 pagine il disautore paga da bere a tutti). E’ l’unico libro che prende le distanze dal suo autore (perciò definito “disautore”), tanto che quest’ultimo ha già sentenziato: «SURF? pagine rubate all’agricoltura!». E’ anche un libro che parla di lavoro nero, dunque vero, e che voleva parlare di droga, chiamandosi così SERT, ma poi, riflettendo sul fatto che potrebbe uscire postumo, il suo disautore ha pensato di chiamarlo SURF, richiamando così l’esperienza del povero ex-Beach Boys Brian Wilson che impiegò trent’anni per pubblicare il suo disco da solista. E’ un libro in cui uomini con la faccia e la coda da cane rivelano il momento preciso in cui hai sbagliato tutto, e il giorno dopo smentiscono tutto in tv. E’ un libro che travalica i generi e ingenera i travalichi. E’ un libro in cui c’è una mano assassina in cerca di persone da salutare. E’ un libro che, come detto, uscirà postumo: ma rincaserà prima di mezzanotte. E’ un libro in cui ci sono delle scelte da prendere e delle prese da scegliere, ma non parla di wrestling. E’ un libro sul fitness. E’ un libro in cui un uomo cammina sull’acqua, in automobile. E’ un libro che lascia col fiato sospeso, come un cantiere per il Ponte sullo Stretto. E’ un libro scritto in una lingua così incomprensibile che se lo mandassero indietro nel tempo scalerebbe le classifiche dei singoli più venduti. E’ un libro (sentimentalmente) impegnato. E’ un libro così maturo che nelle librerie lo troverete nella sezione SAGGI. E’ un libro in cui c’è un dottore con un’acconciatura pittoresca che potrebbe cambiare la storia della letteratura ottocentesca. E’ un libro così ambizioso che potrebbe partecipare al prossimo Grande Fratello e poi vincere lo Strega, l’Averna e il Fernet. E’ un libro che si può tenere sotto le ascelle proprio come un termometro (ma solo sotto le ascelle, mi raccomando). E’ l’unico libro il cui booktrailer (disponibile a breve) è senza dubbio meglio del libro stesso! E’ un libro in cui ci sono case a forma di dado, ma nessun palazzo. E’ un libro da regalare per far abboccare all’amo la persona che amate, o all’odio la persona che odiate. E’ un libro sul galateo in voga sulle canoe. In questo libro non si parla che di un ano e delle sue disavventure. In questo libro c’è una maledizione voodoo. E una piovra gigante evasa da un circo. E ragazze facili, easy, che passando per il livello normal finiscono in modalità hard. In questo libro c’è già un prequel, un sequel, un pretzel e un cracker. In questo libro è disvelato il segreto che regola l’universo: solo che l’abbiamo tagliato in fase di editing.

Il post sull’acquisto di FF da parte di FB sarà il prossimo, promesso.

Aiutami a chiedere aiuto [sub: il paese reale?]

FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) – I carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana e del reparto operativo di Brindisi hanno arrestato tre persone in relazione al ferimento di G.P., il pastore di 15 anni ridotto ieri in fin di vita dopo un litigio per questioni di pascolo nelle campagne di Francavilla Fontana. Gli arrestati sono il fratello del ferito, Salvatore, di 22 anni, e un’altra coppia di fratelli, Cosimo e Francesco Di Cesarea, di 36 e 30 anni, con i quali i Salvatore e G.P. hanno avuto il litigio.

Al momento per i tre arrestati l’accusa è solo di rissa aggravata. Resta infatti da accertare se le ferite per le quali il sedicenne è ora ricoverato in condizioni disperate nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce siano state provocate da un pestaggio oppure dalla caduta dal trattore sul quale si trovava il pastorello. Il trattore si sarebbe ribaltato durante una sorta di inseguimento tra i Parisi e i Di Cesarea, questi ultimi a bordo di un’auto. Le indagini sono dirette dal pm della Procura della Repubblica di Brindisi Luca Buccheri.”

Articolo riportato integralmente da lagazzettadelmezzogiorno.it

Maggiori dettagli qui.

Ti racconto un’altra storiella.

C’era una volta un ragazzo. Un francavillese. A 18 anni decide di andar via da casa. Decide di andare a Roma per fare la sua vita. Per farsi i cazzi suoi! Lontano dal chicchierare pallido e assorto di un paesino di 35mila pettegoli.

Così, parte.

Un bel giorno bussano alla porta della sua casa *franchiddese* degli a-mi-ci-di-fa-mi-glia. E dovete saperlo: non c’è vanto e soddisfazione più grande in questo paese che conoscere particolari della vita di un altro concittadino, prima che lo sappiano i familiari dell’interessato. Eh, già già già…

Così, la notte stessa, il ragazzo viene prelevato da un locale di Roma in cui lavorava e fatto *accomodare* nella macchina di famiglia, già colma degli oggetti sottratti alla cameretta capitolina.

Non è regolamentato da alcuno statuto, ma funziona pressoché in questo modo: se vuoi essere libero di esprimere la tua sessualità, non basta andare lontano; assicurati che NON arrivino voci. Assicurati di NON avere amici con cui puoi parlarne. Assicurati di NON essere avvistato da altri *franchiddesi* nel paese in cui sei fuggito. Assicurati di NON farti vedere dagli amici degli amici. Assicurati di NON avere amici di famiglia troppo a-mi-ci-di-fa-mi-glia.  Altrimenti, potresti essere sottoposto a rimozione coatta.

E poi è più difficile ripartire

dal deposito.

Ora, come direbbe PTWG, torniamo alle notizie importanti.

Facebook ha comprato FriendFeed. Amen. My two cents nel prossimo post.

Non state in pena e…

[img via]

Ritorno al futuro

Qui non si parla di alcuna saga, né di Doc, Marty, o della mitica DeLorean. Trattasi, invece, del bando regionale indetto dalla Regione Puglia per finanziare i progetti formativi dei giovani bollenti spiriti (e in questo periodo dell’anno ci credo anche a questa definizione).

Tanto per cominciare, c’è da dire che i soldi provengono dai fondi europei per lo sviluppo e il progetto ricade all’interno della programmazione dei POR settenali.

Ogni anno, quasi fosse “a livella” c’è qualcosa che non va. Ci sono i ricorsi, i ritardi, le lamentele…niente di nuovo nel panorama della amministrazione nostrana, insomma. E’ successo che qualcuno facesse master a San Marino pur di prendere la cifra corrisposta ai progetti tenuti fuori dall’Italia, o che prendessero la residenza in Puglia qualche mese prima dell’apertura del bando. Se ne sono accorti (come potevano non) e la Regione ha deciso di modificare *un attimino* il regolamento, includendo *qualche* postilla in più

Quest’anno han deciso anche di rinominare il bando in “Ritorno al futuro” (prima non so, ma qui c’è un articolo) e aprire un sito con un forum ad hoc. E pensi “pizza, che figata! Era ora!” Addirittura rispondevano anche alle domande (qui i punti esclamativi non basterebbero). Poi, come si dice, è nel momento del bisogno che si vedono gli amici. Appunto.

La prima tappa che ogni spirito bollente deve superare è riuscire a capire quali documenti bisogna presentare, dove ed entro quando farli pervenire agli uffici regionali. La storia del “fa fede il timbro postale” non va più di moda. Una Babilonia.

E infatti ho preso la mitica brava blu, il giorno in cui scadeva il termine e sono andato di persona a sventolare il mio plico contenente la documentazione. Ma questa è storia, ormai.

Ho vinto la borsa di studio e sono venuto a saperlo da amici che ogni giorno si connettevano al sito. Avrei potuto farlo anch’io, ma apro troppe tabs al giorno e ho preferito fidarmi degli altri pugliesi squattrinati come me. Peraltro, inviare una semplice mail agli iscritti (tutti registrati e con mail rilasciata a scopi, bla bla bla) per far sapere che le graduatorie sono uscite, non dev’essere così complicato.

Sono risultato “ammesso con riserva”, poiché non avevo ancora effettuato l’iscrizione al master quando ho consegnato il primo plico. Quindi, 90 giorni di tempo per inviare un secondo plico con

  1. copia conforme all’originale della fattura comprovante l’avvenuto versamento della quota di iscrizione
  2. attestato rilasciato al termine del corso
  3. originale del certificato che attesti la frequenza non inferiore al 80% della durata del master
  4. dichiarazione sostitutiva di certificazione di non aver usufruito di altri finanziamenti (su modello dato dalla Regione)
  5. fotocopia del documento di dientità
  6. richiesta di erogazione del contributo (su modello dato dalla Regione)

Ho cercato di essere il più breve possibile. L’80% si riferisce anche alle ore di stage (la borsa è rilasciato solo per progetti che prevedano stage di una durata di almeno il 50% rispetto alle ore d’aula). La fattura deve essere quietanzata (e non tutti gli enti la rilasciano quindi “andrà prodotta quietanza liberatoria avente valore fiscale, specificando sul documento la fonte normativa di esenzione ad emettere fattura”).

Questo, se chiedi l’erogazione dell’intero importo a fine progetto; ovvero, nel mio caso vedrò i soldi circa 14 mesi dopo aver presentato la domanda. C’è un modo per richiedere l’80% dell’importo prima della fine del percorso formativo. Ottenendo una fidejussione da una banca, o una assicurazione che, dopo un paio di settimane di lungaggini burocratiche, decidono di farti credito (o anche no).

Nel frattempo hai già pagato l’iscrizione al master, che nel mio caso era di 5mila euro. Naturalmente, l’ente/università presso cui frequenti non può attendere che la Regione ti mandi questi benedetti soldi, ché loro devono pagare i docenti e hanno tutta la loro trafila di tasse, pagamenti arretrati, eccetera. Quindi, mettiti l’anima in pace, perché i soldi prima li devi tirare fuori, poi li vedi tornare. Il che non sarebbe assolutamente negativo, anzi. Resta il fatto che molti ragazzi non possono permettersi di anticipare 14mila euro e quando si tratta di master a tempo pieno (non sarebbe il caso di fare una distinzione?), col cazzo che trovi il tempo per un lavoro e sbarcare il lunario.

Qualche altra considerazione. Per un master in puglia vengono erogati 7500 euro, mentre per uno fuori sede 15000. Allora, se per gli stipendi c’è una differenza fra nord e sud (leggevo online in questi giorni) e una differenza nel tenore di vita in generale, perché se io faccio un master a Milano prendo la stessa borsa di uno che il master se lo fa in Basilicata?

Ancora. Carissime università ed enti privati, o associazioni, o *quelchecavolosiete*, la Regione mette a disposizione i soldi provenienti dai fondi per lo sviluppo per evitare discriminazioni in base al reddito ed aiutare i giovani validi ad avere una formazione adeguata. Se mi mettete come postilla nell’iscrizione “coloro che conseguono la borsa di studio pagheranno l’intero importo del master senza tener presente le fasce di reddito” (la dicitura non è esattamente questa), allora rendete molto meno efficace l’intenzione del signor Nichi Vendola di darci una mano.

Mi faccio un paio di calcoli in tasca, in modo più o meno grossolano.

Prendere una stanza in affitto a Milano…lasciamo perdere.

Un posto in doppia a Milano, più o meno 300€ (condominio e riscaldamento inclusi)+ 50€ fra elettricità, gas e abbonamento internet. A stare con la cinta molta stretta (molto) si può campare con 80€ a settimana, che fanno 320€ al mese. E mi raccomando, non ti divertire troppo in giro e non comprarti abiti.

Sono più o meno 700€ al mese, arrotondiamo. La parte d’aula del master dura 8 mesi = 5600€ Nel frattempo non vedrai mai i soldi della Regione, sappilo. E’ una legge matematica.

Seguono 6 mesi di stage. E qui, per piacere, non accettare stage non retribuiti. Dopo anni in cui hai dato alla scuola, all’università, al master, non dare anche il c**o alle aziende. Se puoi scegliere, scegli chi ti valuta in modo intelligente e decide di investire su di te.

Grazie.

Altrimenti sono altri 4200€ circa.

Devo essere stato scemo io, a scegliere un master a tempo pieno, in cui mi faccio il sedere sulla sedia e non ho quasi tempo per fare la spesa. E mi trovo anche a Milano, dove la vita costa giusto *quell’attimino* in più rispetto alla Basilicata, o alla Calabria.

Un po’ lungo come prologo, visto che volevo semplicemente raccontarvi del mio viaggio verso Bari per consegnare il secondo plico.

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Dei documenti su riportati e citati nella pagina del forum ne servivano solo due: atto d’impegno (che è citato in un altro file) e certificato di iscrizione. Ovviamente, penserete, perché la maggior parte degli altri documenti non può essere presentata prima della fine del percorso formativo. A scanso di equivoci c’erano un po’ di domande nel forum e nessuna risposta (anche il sottoscrito ha fatto il suo doverre, scrivendo al nulla).

Allora, cavolo, faccio una chiamata. La prima, la seconda, la terza volta…niente. Chiamo negli orari da loro indicati e *stranamente* non risponde nessuno. Tuuuuuuuuu…tuuuuuuuuu…tuuuuuuu x

Mi affido ancora una volta alla conoscenza collettiva  e chiedo ad un amico che alcuni giorni prima era riuscito ad ottenere una risposta telefonica: entro il 4 agosto.

Perché non scriverlo in un cacchio di file, anziché farmi fare il calcolo dei 90 giorni? Mah.

Onde evitare che le poste facciano brutti scherzi avevo già deciso di fare un giro in macchina per Bari, con la solita brava blu. Unico inconveniente il sole d’agosto, l’aria condizionata andata in ferie e la paura che una volta arrivati ci sia il cartello “scherzetto, siamo in ferie anche noi”.

E invece, nell’arco di 20 metri di corridoio, almeno una dozzina di persone era lì a fare alacremente nulla. A parte due persone sedute dietro ad un pc e concentrate, gli altri erano a passeggio e parlavano fra di loro, o erano stravaccati su sedie neanche troppo comode.

Entro con il mio compagno di avventura Carlo (a cui l’assicurazione aveva sbagliato intestatario della fidejussione! e doveva riconsegnarla) nell’ufficio e veniamo fatti accomodare gentilmente fuori da un ragazzo sulla 30ina che stava chiacchierando con la sua collega “un attimo, prego”.

Eh…tu che avresti fatto? Mi son fatto una risata mentre il latte mi arrivava alle ginocchia e sudavo bile.

Dopo 5 minuti entriamo. Scopro che bisogna firmare le prime 3 pagine del contratto etico (lo chiamano così l’atto di impegno); cosa che non è scritta in nessun file, documento e quindi, mi chiedo come abbiano fatto quelli che hanno spedito il plico. Pochi minuti e siam fuori.

Non so perché, ma mi è venuto in mente il sinistro ministro Brunetta.

Era più o meno mezzogiorno. Il forno era acceso là fuori e ci stavamo cucinando. Una sigaretta, un caffè ed eravamo pronti per tornare.

Non credo che le cose cambieranno nei prossimi bandi. Ci sarà sempre la solita burocrazia, probabilmente. Inviare file, o mail anziché certificati cartacei mi sembra ancora lontano; ma spero di essere un pessimista che dovrà ricredersi.

Ah, quello che vedi qui sotto è il mio portafogli. L’avevo in tasca durante il viaggio di ritorno al futuro e si vede che la mia macchina non è una DeLorean, perché c’ho messo un’ora e mezzo e nel frattempo lo scontrino dei caffè si è impresso sulla pelle.

Snapshot_20090804_6

Fa molto vintage 🙂


Ps: per chi leggesse questo post e vuole partecipare al prossimo bando, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento. Basta lasciare un commento.

Pps: vale la pena partecipare la bando e vale la pena fare un master. Certo, molte cose van migliorate.

Disclaimer: grammatica e consecutio temporum non sono il mio forte.

copia conforme all’originale della fattura, o di altra documentazione probante avente valore fiscale e regolarmente quietanziata, comprovante l’avvenuto versamento della quota di iscrizione al corso.

Firefox 3.5 e la mia fedeltà

snapshot firefox3.5

Ok, io ti aggiorno, ma aggiornati anche tu!

Ho appena scaricato la nuova versione di Firefox e devo dire che va una meraviglia.

Certo, ci sono un paio di accorgimenti che rimandano direttamente a Google Chrome, il che porta a pensare che quegli amabili bastardi di BigG ne abbiano azzeccata un’altra (lo so, ho scoperto l’acqua calda). Al momento, tuttavia, le applicazioni e i componenti aggiuntivi di FF sono così tanti e utili che io resto sulla mia posizione.

Aggiungo, che la promise della 3.5 è così forte, che cambierei soltanto se BigG trovasse un bambino più veloce di questo!

Ovviamente, sto per scaricare GChrome.

PS: da ieri mi trovi in Puglia, a rantolare sotto qualche ulivo, o con la testa nel bagnasciuga, con i piedi rivolti verso la Calabria. Se ci passi, fatti vivo.