Archivi categoria: pensieri rapidi

Dedica spassionatamente interessata a Silvio Berlusconi

Io, se potessi, al Cavaliere, mi rivolgerei così; senz’altro aggiungere.

Te ne devi andare.

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Agli italiani, a me

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Perché assassini lo siamo tutti

del 5 e di altri numeri dispari (parte prima, credo)

Domani, 5 marzo, sarà passato un anno da quando sono giunto a Milano.

4 mesi dall’inizio della mia esperienza in agenzia.

9 anni e 8 mesi dalla maturità scientifica.

2 anni e 8 mesi dalla laurea.

Non mi metto a tirare le somme, ma probabilmente potrei iniziare a tirare le righe (come disse Morgan), le righe orizzontali che accompagnano t-shirt e maglioni che indosso e che dànno la misura del mio essere poco sintonizzato con la realtà (o parte di essa).

Da piccolo mi avevano fatto quello stupido giochino per scoprire il proprio numero fortunato: 5 era venuto fuori. Cinque.

Cosa significa, non lo so. Allora mi dicevano fosse il numero dell’uomo, non ricordo bene, ma ha poca importanza.

Ciò che conta è che sia un meraviglioso numero dispari.

Domani, sveglia alle 8:29.

ps: il 5 non deve mai accoppiarsi con un altro 5; per esempio, il 5/5 è una data di merda

Natale’s

– Ciao Natale, come va?

– Solita storia, ogni anno.

– Scusami ma vado di fretta, devo ancora preparare la valigia. Mi fai il solito?

– Ok.

– Anzi, no. Per quest’anno dammene 3 etti in più. Tagliamele belle sottili ‘ste emozioni, che così sembrano di più

– Oh oh oh.

– Tieni, per te.

– Grazie bello, ci vediamo l’anno prossimo. Speriamo che la crisi non fotta anche te.

The man who walked around the world

Credo di aver capito cosa voglio fare da grande.

Oddio, un’idea ce l’avevo già da prima, deo gratias, ma ci sono quei momenti di riflessione che non dimentichi, a dispetto degli altri più interessanti, a cui hai dato poco peso e poi non riesci a tirar fuori dalla memoria volatile del cervello.

Questo video mi è stato illuminante e ringrazio pubblicamente (questa è la mia piazza, il mio bar in cui siete tutti benvenuti) Zio Spencer e Pasquale per avermelo segnalato.

Ci starebbe anche un “you’ll never walk alone”.

Firefox 3.5 e la mia fedeltà

snapshot firefox3.5

Ok, io ti aggiorno, ma aggiornati anche tu!

Ho appena scaricato la nuova versione di Firefox e devo dire che va una meraviglia.

Certo, ci sono un paio di accorgimenti che rimandano direttamente a Google Chrome, il che porta a pensare che quegli amabili bastardi di BigG ne abbiano azzeccata un’altra (lo so, ho scoperto l’acqua calda). Al momento, tuttavia, le applicazioni e i componenti aggiuntivi di FF sono così tanti e utili che io resto sulla mia posizione.

Aggiungo, che la promise della 3.5 è così forte, che cambierei soltanto se BigG trovasse un bambino più veloce di questo!

Ovviamente, sto per scaricare GChrome.

PS: da ieri mi trovi in Puglia, a rantolare sotto qualche ulivo, o con la testa nel bagnasciuga, con i piedi rivolti verso la Calabria. Se ci passi, fatti vivo.

Ciao Napoleone, ciao

“Cantare una canzone, per non dimenticarti più”.

Così, domani canterò una canzone triste. Ho perso il cavetto che collega mp3 e pc, e son costretto ad andar giù di fantasia, ogni mattina. Non è una pratica che disdegno, ma domani sarà difficile.

Sarà difficile non ricordare la notte di un anno fa.

Sarà dura andare al master, far finta di essere allegri, normali, come se nulla fosse accaduto; riuscirci.

La differenza può essere invisibile agli occhi, ma ciò che logora agisce da dentro.

Una lotta intestina, fra il ricordo e lo sguardo sempre proteso al meglio che si possa raggiungere guardando in avanti.

Muore Napoleone, il 5 maggio di tanti anni fa. Ed io piango quel giorno, che ha cambiato parte della mia vita e non solo mia.

E porterò pazienza domani, quando riuscirò a sorridere. Avrò cura di essere lontano dagli altri, quando dovrò piangere.

Sarò accorto, ché non si capisca che c’è qualcosa che va oltre le teorie di marketing, oltre il denaro, oltre il lavoro, oltre la politica.

E se la presentazione dovesse andar male, porterò pazienza ancora. Come ne ho adesso, che mi faccio compagnia con del whisky, qualche sigaretta, decine di tabs aperte, fogli sparsi sul tavolo e slides da compilare. Con una sola unica voglia.

Quella di cantare con due amici delle passate stagioni e di quel numero di telefono che non riesco a cancellare.