Come to Calabria (e scusate i puntini di sospensione)

Prova ad immaginare…

Sei a Londra, in una delle frequenti giornate grigio-azzurro-grigio-blu-nero-pioggia-sole-buh e ti piace. Ti piace un sacco. Mentre credi di essere immerso nello spirito british e cerchi un negozietto vintage per fare il figo in Italia… SBLEM!*…

cometocalabria

Ringhio Gattuso, “Come to Calabria.”

E da lì, chili e chili di patriottismo. La fierezza di essere italiani, la nazionale di calcio, il cibo, il sole… e il sorriso che ti si stampa in viso, da lobo a lobo.

Sicuramente, meglio di questa campagna pubblicitaria del 2007, dell’ultra-arci-meaga-noto Oliviero Toscani “Gli ultimi saranno i primi”, uomo che sa bene come utilizzare (abusare del) lo strumento della provocazione.

Sei a Londra, però; non ti soffermi a pensare al paragone fra le due campagne. Che te ne frega, tu sei pure pugliese! Tuttavia, prima o poi quel sorriso da ebete svanisce e tu sei ancora alla ricerca di un negozietto vintage.

Immagina…

Ti si avvicina un’inglesina, molto carina. Anche lei ha visto il taxi passare e ti ha visto sorridere; da lì ha dedotto che sei italiano (che poi, ci vuol poco a riconoscere un italiano nel mondo). E ti chiede “what’s Calabria?”.

Pensi…beh, è una regione, una parte dell’Italia, facile, questa la so. Vabbè, e poi? poi che le dico? Metti che mi chiede qualcosa della Calabria. Quali sono le particolarità, cosa si può visitare, il cibo caratteristico, come arrivarci…Già! Come arrivarci?.

E ti sovvien l’eterno e le morte stagioni e la presente**.

Nell’età della pietra del marketing (con un balzo da Londra agli States) una scoperta rivoluzionò il modo di pensare e di agire dei manager. Più o meno la scoperta dell’acqua calda; ma anche l’uomo della preistoria fece fatica ad inventare la ruota.

Checché se ne dica, non è sufficiente imbastire una buona campagna pubblicitaria su un prodotto qualsiasi per aumentare le vendite. E soprattutto, mentire in pubblicità è l’errore più grande che un’impresa possa compiere. Il pubblico NON è un insieme di pecore (c.d. gregge) da bombardare con messaggi pubblicitari (target-obiettivo-bersaglio=termine da usare con cautela).

Cosa offre la Calabria e cosa si può evincere da quell’immagine di Gattuso sul taxi a Londra?

Qualche giorno fa avevo letto

“Ehm, aim sorri, ai dont spic inglish”

—————————————————————————————————————————————–

* onomatopea fracavillese che si rifà al rumore di un portone del peso di qualche quintale sbattuto in pieno viso;

** chiedo infinitamente scusa a Giacomo Leopardi per l’uso indegno di alcuni suoi versi.

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11 risposte a “Come to Calabria (e scusate i puntini di sospensione)

  1. chiedo infinitamente scusa a leopardi

    ha
    ha
    ha

    in effetti io detesto i puntini di sospensione – lo sapevi?

    ma da oggi detesto ancor di più quella campagna.

    gesù cristo.

  2. guarda…io…non è che li adori…i puntini di sospensione 😀
    Scherzi a parte, credo ci sia un abuso imperante di certi segni di interpunzione, così come ci si è dimenticati del caro vecchio “;”.
    Ma non sapevo come rendere il pensiero del pensiero.
    Il vuoto nella mia testa, insomma.
    Quale campagna detesti di più: quella di ringhio o quella dei calabresi che SEMBRANO (e dico sembrano, eh) QUASI COME TUTTI NOI.

  3. Colabria Saudita.
    e ci metto puru doi tre puntini di sospensione … quattru va .

  4. quella col calabrese con le sopracciglia unite…………….

    ………..brrrr……….

  5. Spencer è sempre un piacere vederti bazzicare da queste parti. Si dice Calabrifornia, comunque 🙂

    MMo hanno tutti il sopracciglio folto da quelle parti, storia di ormoni.

  6. ray della scuola dell'uccello d'acqua di nantho

    gran bella campagna ,non voglio immaginare come sara quella della sicilia peccatoche la canzone la taglino sul piu bello .
    comunque se mi trovassi a londra ed un inglesina si avvicinasse inizierei a correre temendo che sia il lunedi degl’italiani.

  7. ray ti riferisci al tit monday londinese?
    Se si, io non scapperei 😀

  8. ray della scuola dell'uccello d'acqua di nantho

    veramente ho saputo da un ragazzo che è stato in inghilterra precisamente a Manchester che la tradizione vuole che il lunedi si cerchino degli italiani per malmenarli non so se questa consuetudine sia diffusa in tutto il paese certo di questi tempi in england siamo come i romeni o rumeni in italia è non credo sia una bella sensazione .
    una curiosita ma soppressata a sta ipotetica inglesina carina e bellina come lo traduci?ma soprattutto metti che capisce tutt’altra cosa

  9. ah, ecco. Io avevo capito un’altra cosa

    http://www.lafra.it/2008/10/15/appunti-da-amsterdam-su-londra-tit-monday/

    Di questa pratica a Manchester non avevo mai sentito parlare. Certo che non è motivo di vanto per gli italiani, né per i docili inglesini.

    Facciamo che…se fossi a Londra non scapperei (tit monday!), se fossi a Manchester…Boh.
    Che cacchio ci devo andare a fare a Manchester!? 😀

  10. presto detto:

    MANCHESTER UNITED – INTER 4-0

    reti di tevez, rooney (2), carrick

  11. maledetto 🙂

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