Il silenzio di Toni e le mie parole

Non c’è niente di mio nelle parole che seguono. Io che sempre ho ritenuto più importante farsi una propria opinione sugli accadimenti. Più importante che leggere mille libri. Più importante che vedere mille film. Più importante che ascoltare mille cd.

Io che se non dico la mia non sto bene (mi è stato ripetuto proprio oggi), non dico la mia sul caso di Eluana. Affido i miei pensieri alle parole scritte da una persona che neppure conosco. Un uomo che ho visto in tv qualche volta (guardo poco la tv) e di cui invidio fondamentalmente il baffo, la voce e la dialettica.

Un uomo al quale voglio bene, ma non so perché. E soprattutto, non mi interessa scoprire il perché.

“Non vorrei parlarne, preferisco il silenzio. Ma vedo che questa storia entra di soppiatto e di prepotenza anche in altre discussioni. Allora vi dico come la penso, per non essere pilatesco. Conosco Beppino Englaro, e le sue radici. Ho molta pena per lui. Lo vedo trascinato nell’arena, e mi spiace. Vedo la fede – che non ho, ma che a volte invidio, e che sempre rispetto – dettare a molti un impegno che a me sembra invadente, ma che capisco, se viene da chi difende la vita sempre, non si arroga il diritto di giudicare quali siano le vite che valgono la pena di essere vissute, e da chi non si arrende alla scienza, e non esclude i miracoli. Vedo l’ideologia – che non ho, non invidio, e non sempre rispetto – che detta battaglie sul corpore vili di una ragazza diventata simbolo, terreno di lotta. E mi fa paura l’eugenetica, e l’arroganza di stabilire quale sia il limite tra vita degna e no. Sono d’accordo con il testamento biologico, in una difesa per me a oltranza della mia autodeterminazione, anche se so che, a cominciare dagli affetti, la mia vita non appartiene solo a me. Dovessi essere io su quel letto, non avrei dubbi: via il sondino, lasciatemi andare. Dovesse esserci un mio caro, una vita altra da me, non saprei cosa fare, anche se fossi il depositario di un testamento. A questo dovrebbe servire un testamento biologico, anche a sollevare i tuoi cari dall’atroce responsabilità di dargli seguito. Sono parole povere, e dette sottovoce, nel chiasso di noi dei media, e di troppi militanti che si litigano il nome di Eluana come fosse uno straccio.

Toni Capuozzo

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4 risposte a “Il silenzio di Toni e le mie parole

  1. che c’entra sebo?
    Non ho riportato il pensiero di “gruppi politici”, ma di una persona, che non ha fatto un comizio o una conferenza stampa per dire ciò che pensa.
    O hai letto quelle righe su qualche giornale?

  2. intendo dire che nel pensiero di toni c. l’invadenza del vaticano è paragonabile alle battaglie ideologiche con tanto di martiri che fanno i radicali. la gente non è discreta in italia, tutto qua.

    (faccio un altro esempio e poi mi va corcu: come quando un giovanotto più o meno consapevolmente perde la vita durante degli scontri con la polizia e certa sinistra ne fa un martire e un simbolo; così i radicali e chi per loro da una parte e il vaticano on the other finiscono per fare di un corpo umano-umanissimo un simbolo di qualcosa che in fin dei conti non riguarda nemmeno più se medesimo)

    insomma, libertà di scelta con un bel testamonto biologico così nessuno ti rompe i coglioni né in vita né dopo, a meno che non si sceglie di fare della propria esperienza un’esperienza da portare alla gente, ma consapevolmente (come credo fece welby).

    così dico io.

  3. All’inizio…leggendo il tuo post mi è sorta solo una paura…che l’uomo baffuto fosse Maurizio Costanzo!!!!!!!

    Cmq, parole apprezzabili e condivisibili, sopratutto perchè dette sottovoce.

    Mi sono incazzato tanto tanto tanto per questa vicenda, mi resta lo schifo del “sistema-italia” un Paese con la lettera minuscola….

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