Preambolo
Dopo 10 ore di viaggio e 3 cambi di treno, due giorni fa sono approdato nuovamente a Perugia. Città che conosco abbastanza bene, avendoci passato circa 7 anni, fra laurea e cazzeggio post-laurea.
Non sapenso cosa fare in treno, messo in difficoltà da una ragazza di 24 anni, patita di uomini & donne, perennemente al telefono col marito che le faceva ascoltare la voce delle 3 figlie lasciate a casa, mi son munito di mp3 e fagogitato della buona musica.
Da quel momento in poi, scatenate da non so quale termine inglese o pensiero incastonato in qualche anfratto della mia capoccia, mille idee si sono susseguite e nel loro rapido rincorrersi, mi è stato difficile appuntarle tutte.
Qui, riporto quelle che una penna è riuscita ad impressionare su un paio di fogli a quadretti. Sono degli appunti e non ritengo opportuno codificarli o renderli in maniera maggiormente leggibile. Dopotutto, più volte ho pensato all’utilità maggiore di un appunto, uno schizzo lasciato al giudizio altrui, rispetto a un libro o uno scritto ben strutturato. Gli appunti sono (gioco di parole) (s)punti da cui ripartire più e più volte per iniziare un discorso, un tema, un ragionamento che potrebbe portare a rivalutare le impressioni ricevute di primo acchito. Pernicioso è giungere ad una conclusione definitiva (cosa che avviene spesso nei saggi), poiché rischia di essere difficilmente mutabile; mentre, un cambiamento di prospettiva è spesso auspicabile per affrontare situazioni sempre nuove.
—————————————————————————————
Appunti di viaggio
Perugia, 29/11/08
Importante non è esserci, ma farsi trovare.
Due dimensioni dell’uomo: essere/apparire, dentro/fuori
Facebook=essere Myspace=apparire
Possono e dovrebbero certamente convivere. C’è una comunicazione dell’essere e una comunicazione dell’apparire. Ovvero: su Fb bisogna esserci e probabilmente veicolare dei valori intrisi di umanità, più legati all’essere, all’emotività; su Ms ha più importanza la dimensione ludica, coinvolgente, estetica.
La gente continuerà ad usare Fb per tenersi in contatto (anche dal punto di vista aziendale), ma userà Ms come vetrina, facciata → veicolare l’immagine.
In questo senso, Myspace è il face-look di Facebook.
…e ovviamente ’sto treno è in ritardo come sempre!
L’azienda, quindi, deve ESSERE su Fb e APPARIRE su Ms, mutando non l’immagine aziendale o i valori veicolati, ma la comunicazione che cambia, sì da mezzo a mezzo, ma anche, in questo caso, da un social ad un altro.
Così come uno spot tv viene programmato per determinate fasce orarie a seconda del target, e anche (si spera) contemplando il palinsesto dei vari canali (digitali o meno), allo stesso modo, un tipo di pubblicità ragionata per un social network preso a campione, deve essere declinata in un’altra community con linguaggi propri di quel segmento o tribe.
L’uomo è molto più vicino alla pubblicità e al marketing di quanto immagini.
Un individuo che vuole/deve essere presente in diversi contesti, per dare un’immagine positiva e ottenere benevolenza (goodwill) nelle varie situazioni, adotterà quell linguaggio consono a comunicare le sue idee, i suoi valori/obiettivi, la sua esistenza a quelle determinate persone. Questa dimensione della comunicazione, va a braccetto con quella più visibile dell’apparire; anzi, è proprio quest’ultima a scontrarsi per prima con le diverse realtà che popolano una data situazione. L’abito dell’individuo varierà a seconda dei giorni, degli avvenimenti, dei luoghi, delle persone con cui si rapporterà; ma soprattutto, rispetto all’immagine che di sé vuole dare.
Una pubblicità che parla ad un preliminarmente determinato target, sceglierà le parole adatte al tribe e al contesto; ma altresì accorderà il suo modo di apparire, il suo abito, al linguaggio utilizzato per farsi conoscere.
Pensare una comunicazione efficace, pianificarla e/o idearla, significa anche tener conto che veicolare un messaggio in vari social, utilizzando lo stesso linguaggio, potrebbe portare alta awarness, ma non convertirsi in goodwill.
Il tempo de “l’importante è che se ne parli”, è terminato da un pezzo (speriamo per tutti), surclassato dal più attuale “l’importante è che se ne parli bene” e dal concetto di total quality.
In definitiva, penso che le aziende possono puntare sulla pubblicità e su Ms e su Fb, non dimenticando che, nel primo caso, è conveniente mostrarsi in giacchetta, parlndo un linguaggio in tema con l’ambiente estetico e non essendo troppo impaziente, nè invasiva (regola di massima per i social), poiché su Ms le notizie circolano meno velocemente che nel più gettonato (al momento) Fb, dove sembra, imho, più opportuno mostrare il valore “etico”, esistenziale dell’azienda; veicolando valori più intimi che si evincono più facilmente dal modo di parlare, dal linguaggio diretto.esplicativo, che dal modo di apparire.
Troppe ore in treno portano a gestazioni cerebrali alquanto bizzarre.
—————————————————————————————
Questo è quanto.
Rileggendo, qualcosa (forse più) varierei
Se ti va di dire la tua, lo spazio commenti è tutto per te. Si accettano tutti i tipi di critica, opinione eccetera, senza distinzioni di sesso, orientamento politico, religioso, social netowork a cui si è iscritti
Alla prossima