“Cantare una canzone, per non dimenticarti più”.
Così, domani canterò una canzone triste. Ho perso il cavetto che collega mp3 e pc, e son costretto ad andar giù di fantasia, ogni mattina. Non è una pratica che disdegno, ma domani sarà difficile.
Sarà difficile non ricordare la notte di un anno fa.
Sarà dura andare al master, far finta di essere allegri, normali, come se nulla fosse accaduto; riuscirci.
La differenza può essere invisibile agli occhi, ma ciò che logora agisce da dentro.
Una lotta intestina, fra il ricordo e lo sguardo sempre proteso al meglio che si possa raggiungere guardando in avanti.
Muore Napoleone, il 5 maggio di tanti anni fa. Ed io piango quel giorno, che ha cambiato parte della mia vita e non solo mia.
E porterò pazienza domani, quando riuscirò a sorridere. Avrò cura di essere lontano dagli altri, quando dovrò piangere.
Sarò accorto, ché non si capisca che c’è qualcosa che va oltre le teorie di marketing, oltre il denaro, oltre il lavoro, oltre la politica.
E se la presentazione dovesse andar male, porterò pazienza ancora. Come ne ho adesso, che mi faccio compagnia con del whisky, qualche sigaretta, decine di tabs aperte, fogli sparsi sul tavolo e slides da compilare. Con una sola unica voglia.
Quella di cantare con due amici delle passate stagioni e di quel numero di telefono che non riesco a cancellare.







4 risposte finora ↓
zio spencer // Lunedì, 4, Maggio, 2009 a 10:15 pm
Noi ce l’abbiamo più lungo di Nonno Tallo.
vitzbank // Lunedì, 4, Maggio, 2009 a 10:39 pm
Mani che si abbracciano dietro la schiena per nascondere un velato e complice “cià…”.
Tu sì lu patrunu.
MaleD'Ettore // Martedì, 5, Maggio, 2009 a 8:21 am
:’-)
vitzbank // Martedì, 5, Maggio, 2009 a 7:55 pm
Meglio un nostalgico “sorriso al niente”.
Ti aspetto da queste parti, frate’.